Differenza tra Midi e Mp3

Tuesday, November 27th, 2007

Ogni tanto nelle discussioni su conversioni varie di formati wave, mp3, etc.. salta fuori la domanda “posso convertire da mp3 a midi”? Eh beh farebbe gola a molti, visto che la caratteristica evidente dell’estensione .mid è di avere file “leggerissimi”, mediamente sotto i 100KB mentre una base mp3 mediamente supera i 3MB. Perché tanta differenza?

MIDI:
Un file .mid dovete considerarlo come fosse solo uno spartito nel quale c’è scritto quali strumenti, quali note, a che tempo (e altre informazioni musicali) dovranno essere eseguite. Ad eseguire queste informazioni (a leggere lo spartito) ci penserà la periferica o altra strumentazione MIDI, che fungerà quindi da “orchestra”.

MP3:
Fondamentalmente nel file mp3 avete appunto una registrazione di una musica vera ovvero tutte le informazioni digitali di una forma d’onda, quindi tanti dati, tanti bytes.

Riprendendo l’esempio dello spartito, sarei tentato di dire che l’mp3 è l’orchestra stessa, per dare bene l’idea della differenza di peso: uno spartito sarà sempre molto più leggero dell’orchestra che lo esegue.

Ma, onestamente, non sarebbe altrettanto vero: in questo caso l’mp3 è una dettagliata “incisione” di un’orchestra che sta suonando, quindi sarebbe comparabile ad un disco. Per assurdo -nell’esempio- un disco potrebbe anche avere un peso di poco superiore a quello di uno spartito… ma digitalmente parlando il divario è enorme.
Per chiarezza, abbiamo parlato di “mp3″ perché è il nome ormai più comune per indicare un certo formato musicale; preciserei comunque che nel discorso si può anche intendere genericamente il WAVE. Mp3 è un formato che permette di ottenere una qualità simile alla fedeltà di un wave però compressa in pochi megabyte di spazio (dai 4 ai 5 mediamente); il vantaggio è un po’ come avere un lungo file di testo .txt e farne un file .zip, dieci o venti volte più leggero. Peggio ancora sarebbe stato paragonare la leggerezza del MIDI ad un WAVE di qualità e stereo, parliamo di grandezze come “mille volte più pesante” (un midi 100KB, un wave 100MB).

Ritornando al discorso della conversione “mp3 to midi”, personalmente, avendo io composto parecchi MIDI, quindi, avendo ben chiara l’idea e soprattutto la differenza con il wave/mp3, penso non sia possibile ottenere qualcosa di decente. Spero di essere smentito, magari tra qualche anno.

Cos’è una Cena Progressiva?

Tuesday, November 20th, 2007

Progressive Dinner

Alcuni la traducono letteralmente in “cena progressiva“… ma cos’è una cena progressiva?

Mai sentita fino a qualche giorno fa. E la prima immagine che mi è saltata in mente di questa progressive dinner è stata una tavola imbandita con Peter Gabriel e i suoi Genesis, e altri componenti dei Jethro Tull seduti a mangiare assieme (per chi non avesse associato, sono musicisti del genere “progressive“-rock).

Fondamentalmente una “progressive dinner” richiede una certa organizzazione, anzi vista l’assurdità direi una “certa premeditazione”. Deve essere organizzata perché fondamentalmente si tratta di una “sessione di cena” ma avviene in luoghi (locali) differenti nella stessa serata. Insomma si comincia con l’aperitivo in un Pub o altro locale, poi si salta al prossimo locale o ristorante per un antipasto, il primo piatto in un terzo e così via fino ad arrivare al dessert, chissà dove.

Ovviamente si può fare anche come cena di gruppo tra amici -forse più logica e simpatica, più umana diciamo-, facendo le varie tappe in varie case di ciscuno degli elementi del gruppo.

Si parte da un minimo di 3 locali (antipasto, primo e secondo) fino ad arrivare anche al doppio o oltre.

In Italia sarebbe un dramma, il caffettino in un bar, l’amaro in un altro locale, poi l’ammazzacaffé, il grappino in un altro… insomma 4 locali solo a fine pasto.

Ma appunto, mi chiedo, in Italia si usa farne? E se sì, come le chiamate?
Cene progressive? Cena a tappe?

Come giocare al Sudoku

Thursday, October 25th, 2007

Il Sudoku classico si gioca su una griglia 9×9 divisa in sotto-griglie 3×3 anche dette “regioni”. Come puoi vedere alcune celle della griglia iniziale mostrano già un numero (o genericamente un valore o un simbolo).
Altre versioni hanno dimensioni della griglia maggiori (o minori nel caso del 4×4 per bambini) e dunque differenti valori che andranno inseriti nelle celle ma, evitando di complicare la spiegazione delle regole, prendiamo come riferimento la griglia 9×9 del Sudoku normale, il classico, con numeri da 1 a 9.

Lo scopo del Sudoku è di riempire l’intera griglia di numeri rispettando questa regola generale:

puoi usare lo stesso numero una volta sola per ogni riga, colonna e all’interno di ciascuna regione 3×3.

L’interfaccia di gioco dell’Heracleum Sudoku

La scritta in alto indica quante celle iniziali mostra ciascuno schema Sudoku, oltretutto può comparire al suo posto una breve descrizione di altri comandi se sfiorati col puntatore del mouse.

Il click-sinistro su ciascuna cella della griglia mostrerà tutti i valori (numeri, o lettere nelle griglie più grandi) in un menu a comparsa: si può così confermare il valore selezionato come valore della cella.

Il click-destro su ciascuna cella della griglia mostrerà tutti i valori in un menu a comparsa: ogni valore qui selezionato (con una spunta alla sinistra della voce) apparirà dunque come valore temporaneamente annotato nella cella, a mo’ di promemoria. Questo risulta utile quando vuoi ricordarti che una cella potrebbe contenere solo alcuni valori. I principianti ne possono fare ampio uso per le prime deduzioni ed esclusioni mentre i giocatori esperti ne faranno uso soltanto in situazioni critiche, per uscire da una situazione bloccante.

Sulla destra (o in fondo se l’area di gioco è disposta in verticale) si trovano tre comandi: Timer, Opzioni e Soluzione.

Timer:

normalmente mostra il tempo trascorso dall’inizio della partita ma è utilizzato come pulsante di “Pausa”; cliccandolo il gioco viene messo in pausa e la griglia scomparirà, rivelando l’immagine di sfondo (a meno che non sia stata appositamente disabilitata).

Opzioni:

il click su questo comando o click-destro sullo sfondo mostrerà un menu a comparsa con comandi molto intuitivi:

  • Qualità Grafica: puoi degradare la precisione ed i dettagli grafici se il gioco sta girando troppo lentamente sul tuo computer;
  • Nascondi Sfondo: nel caso in cui l’immagine di sfondo desse fastidio puoi lasciare lo sfondo vuoto selezionando questa voce;
  • Abilita Controlli: selezionando “Cancella indietro” viene attivato l’apposito tasto “<–” (backspace) che ti permette di cancellare (volendo anche a raffica, tenendolo premuto sulla tastiera) tutti i valori inseriti sulla griglia come fosse del testo in un documento o selezionando “Rotella del mouse” (mouse wheel) la puoi usare per scorrere rapidamente i valori su e giù lasciando il puntatore del mouse sopra la cella a cui si vuole scegliere o cambiare valore.

Soluzione:

Attivando questo pulsante, i valori (numeri o lettere) corretti saranno sovrapposti -in un rosso transparente- sulla griglia di gioco. Dato che la soluzione viene mostrata in semi-trasparenza puoi dedurre facilmente quale valore di cella che avevi impostato è sbagliato, proprio perché vedrai un numero rosso (giusto) sovrapposto ad uno differente.

Tutti questi pulsanti e sotto-voci possono essere selezionate e deselezionate a stato alterno (toggle) ad ogni click.

Compound prepositions and family members

Tuesday, October 23rd, 2007

Q:
I read: “Ho dato qualcosa allo zio”, “Ho dato qualcosa alla mamma”, “Ho dato qualcosa a Paolo”. Why “allo zio” and “alla mamma” instead of “a zio” and “a mamma”?
Where and when do I use this allo or alla?

A:
In case of parents and some relatives in italian (e.g., mamma, papà, zio, nonno/a) you can use both the simple and compound preposition: “a” and “a”+<article>, so mamma, nonna, zia (female) both “a” and “alla”, for male parents both “a” and “allo/al”.
So this works in these cases of parents and relatives:
“dai a/alla mamma/zia/nonna il regalo”
“dai a/al papà(/babbo)/nonno il regalo”
“dai a/allo zio il regalo” (”a zio” without his name is a bit strange in formal italian, but quite common specially when addressing to kids)

By the way this works only with such family roles, for instance you can’t say:
“dai a fratello” or “dai a sorella”.
You can say “dai al fratello” or “dai alla sorella” but you must indicate “di chi?”, “whom brother/sister?” e.g. “dai al fratello di Gino il regalo”.
Same for “nipote” and other relationships (genero, cognato, etc..)

So a general rule could be:
always use only the simple preposition for personal names
“ricetta a Paolo”
and compound preposition for other nouns:
“ricetta al dottore”, “ricetta alla dottoressa”
papà, mamma, etc.. are simply an exception, just as if they were personal names and in fact they replace the first name of the parent.

How to play Sudoku

Friday, October 19th, 2007

The classic Sudoku is played over a 9×9 grid divided into smaller 3×3 grids called “regions”. As you can see some grid cells already show a number (or generically a value or symbol).
Other versions feature different grid size and different values to fill the grid cells but, to avoid complicated explanations of the rules let’s just focus on the classic Sudoku sized 9×9 with numbers 1 to 9.

The objective of Sudoku is to fill the whole grid with numbers respecting this main rule

you can only use the same number once in each row, each column and in each of the 3×3 regions.

The Heracleum Sudoku Game Interface

On the top you can read how many given cells are already displayed on the starting grid.

Left-clicking on each cell of the grid will show all the values (numbers or letters in larger grids) in a popup menu: this will confirm the chosen value in the cell.

Right-clicking on each cell of the grid will show all the values in a popup menu: each selected value (with a tick on the left) will then appear as a small temporary value of the current cell. This comes in handy if you want to remember that a cell could contain only some values. Beginners could make a large use of this function while experienced players would use it only in tricky situations, to solve a blocking situation.

On the right (or bottom if the game area is vertical-wise) you can find three buttons: Timer, Options and Solution.

Timer:

it usually displays the elapsed time since you started playing the game but it’s also a “Pause” button; click it to pause the game and the grid will disappear revealing the background.

Options:

clicking this button, the same right-clicking the empty background, will popup a small menu with definitely self-explaining commands:

  • Rendering quality: decrease graphics precision and details if your computer is running the applet too slow;
  • Hide Background: in case you find the background distracting;
  • Allow Controls: activating the backspace key will work as if you’re deleting backwards usual text (clears the cell values) or use the Mouse Wheel to roll the values up/down.

Solution:

The correct numbers -in a transparent red colour- are overlapped on the game grid. Since the solution is semi-opaque you can easily tell if one of the number you placed is wrong, showing two different numbers one over the other.

All this buttons and sub-options can be toggled, activated and de-activated on every click.

La categoria Language

Thursday, October 18th, 2007

Visto che questo sito e soprattutto il blog è bilingue, o almeno la maggior parte dei post sono sia in italiano che in inglese, ho aggiunto questa nuova categoria per citare stranezze, modi di dire, falsi amici, etc… di entrambe le lingue: inglese e italiano.

Pur essendo appassionato di lingua inglese ed avendola studiata e tenuta d’occhio da parecchio tempo, sfortunatamente il mio inglese è abbastanza bruttarello; per questo mi sono imposto di tradurre quasi ogni post di questo blog, obbligandomi a praticare di più.
Come fonte d’apprendimento e perfezionamento, ho scelto da alcuni mesi il forum WordReference English-Italian: i madrelingua di entrambe le lingue aprono topic per chiedere lumi su frasi poco chiare e colloquiali difficili da tradurre con il solo ausilio di un dizionario. Apro thread molto di rado ma anche il solo partecipare alle discussioni si rivela spesso un ottimo mezzo per imparare e migliorare la conoscenza della lingua nei suoi diversi aspetti.

Nella mia categoria Language proverò a postare in entrambe le lingue:
nella versione italiana mostrerò come una frase inglese può suonare in italiano e, allo stesso modo, viceversa in inglese. Ovviamente in questo caso non potrà essere una traduzione letterale come accade di solito negli altri post, visti i due punti di vista opposti.

Come al solito la vostra partecipazione è più che benvenuta!

The Language category

Thursday, October 18th, 2007

Since this site and its journal is bilingual, or at least most of the posts are often in both Italian and English, I added this new category to post about English-Italian oddities, idioms, false friends and everything else.

Even though I love English language and I’m studying it since a long time, unfortunately it is still quite ugly, that’s why I decided to translate almost each post of this bilingual journal, to force me in practicing a bit more.
The main source of my improving intent is the WordReference English-Italian Forum: natives of both language open topics to ask about tricky or colloquial sentences hard to translate using a dictionary. I rarely open threads but even discussing a topic reveals to be a powerful way to improve the language knowledge.

In my Language category I’ll try to post in both languages:
in the italian version I’ll show how an english sentence would sound in italian and the same vice-versa in the english one. So obviously in this case it wouldn’t be a literal translation as I’m used to do in usual posts.

Of course comments are definitely welcome!

Enjoy

Unfabulous: Burger Bustle

Thursday, August 23rd, 2007

Unfabulous Burger Bustleby Nick

Controlli una cameriera, l’unica che si da da fare allo Yum Burger, e devi compiere queste operazioni:

- incontrare i clienti all’ingresso;
- trovargli un tavolo libero;
- prendere le ordinazioni;
- recarti in fondo dai cuochi e servire l’ordine;
- alla fine pulisci il tavolo e intaschi la mancia lasciata.

Usa il click sinistro per tutte le azioni.

Non farli aspettare troppo o la faccina sorridente diventerà rossa dalla rabbia: sinceramente, non ho mai avuto occasioni di veder la faccetta allo stato arancione :| e rosso :( perché il gioco è molto semplice; ho potuto notare la faccetta rossa soltanto pochi minuti fa soltanto perché ero intento a catturare la schermata e salvarla con GIMP2 mentre il gioco continuava in sottofondo.

Sfortunatamente i lpunteggio è fortemente influenzato dal caso, perché metti caso che due o tre tavoli di seguito ti ordinino lo stesso tipo di cibo (per esempio le patatine fritte) dovrai aspettare che il cuoco si decida a produrne di nuovi e a renderli disponibili. Insomma l’abilità non è proprio grande protagonista.

Tips and tricks:
Quando il gioco si fa più veloce ti conviene far accomodare i clienti su tavoli secondo un preordinato schema sequenziale evitando dunque di spargerli dove capita, per esempio: 1° cliente in alto a sinistra, 2° in alto a destra, 3° nel mezzo a sinistra, nel mezzo a destra, in basso a sinistra, in basso a destra… e via così. In questo modo puoi immediatamente capire qual è il prossimo cliente da servire o chi sta attendendo da troppo.
Altro consiglio, occhio al tempo! Quando si scende sotto i 30 secondi tieni bene in mente che prendere le mance diventa lo scopo principale, quindi dopo i 20 secondi ignora i nuovi arrivati.

Mio miglior punteggio: 1830

Unfabulous: Burger Bustle

Thursday, August 23rd, 2007

Unfabulous Burger Bustleby Nick

You control a waitress, the only one working at the Yum Burger, and you have to:

- greet clients;
- let them seat on an empty booth;
- take the order;
- go to the cooks’ platter and serve the order;
- at last clean the tables and collect the tips they leave.

Use the left click to perform all actions.

Don’t let the clients wait for too long or their smile will turn into a red face: to be sincere, I never had the opportunity to see the smiley face get orange :| and then red :( because the game is very easy; I just saw the red face a while ago while taking a screenshot from the game, taking my time to resize and save with GIMP2 while the game was running in the background.

Unfortunately the score is mostly affected by pure random, because if two or three tables in a row are asking for the same kind of food (let’s say the fries) you have to wait until the cook produce a new item of that kind. So skill is absolutely not the main requirement.

Tips and tricks:
When game gets faster you better find clients a seat following a sequential order not a random one, let’s say: 1st client on the upper left, 2nd on the upper right, 3rd on the middle left, middle right bottom left, bottom right and so on. This way you can immediately tell which client to serve next or is waiting for too long.
Other tip, keep an eye on the timer! When less than 30 seconds left keep well in mind that collecting the last tips is the main goal, simply ignore newcomers.

My best score: 1830

Suggerire una Parola per le Supercazzole

Tuesday, August 21st, 2007

…più semplice che creare una frase template ma bisogna seguire criteri precisi

Come spiegato nell’articolo Suggerire un Template di Supercazzola le parole che compariranno al posto dei Tag ([VERBO], [CHI], etc…) possono essere influenzate e quindi modificate dal programma oppure semplicemente dovrebbero essere tali da incastrarsi bene nel contesto. Dunque proponendo nuove Parole, per fa sì che siano accettabili e dunque approvate, è necessario seguire alcuni criteri, che cercherò di chiarire in questo articolo.

[VERBO]
E’ necessario indicare solo verbi regolari al tempo presente modo infinito (es. “prematurare“) possibilmente non troppo comuni; qualche esempio tra quelli già esistenti: ‘provare‘ ed è già fin troppo comune, per il resto puntare su verbi originali sul genere ‘svirgolare‘, ‘stuzzicare‘ arrivando fino a quelli tipici da supercazzola come ‘clacsonare‘ e via così. Essendo regolari e all’infinito è possibile modificarli tramite apposite particelle indicate esternamente (es. “s[VERBO]si”) nel modello della frase.

[DOVE]
Indicare un luogo sempre con l’articolo davanti. Evitare nomi di locali noti e simili… per il resto può essere un qualunque luogo, magari suggestivo d’antani, volendo anche un ‘luogo figurato’.

[CHI]
Indicare una persona sempre con l’articolo davanti. Indicare possibilimente personaggi tipici, evitare nome e cognome di qualcuno… per il resto, chiunque.

[COSA]
Indicare un oggetto o genericamente una cosa sempre con l’articolo davanti. Rispetto a DOVE e CHI, che dovrebbero contenere spesso parole ‘normali’ per dare un minimo di filo logico e comprensibile alla frase, il tag COSA invece dovrebbe leggermente incrementare la confusione della supercazzola, quindi introducendo anche antanate.

[COME]
Alle parole prodotte da questo tag è affidato il maggior compito di ’supercazzolizzazione’ della frase; quindi indicare parole stravaganti, o simili a parole esistenti ma storpiate, secondo i crismi della supercazzora classica. Per dare un’idea, alcuni esempi esistenti:
in senso anafestico‘, ‘come se fosse antani‘, ‘di casentino‘ tra quelli superclassici e quindi proporne altre originali tipo ‘di blandella‘, ‘al balzello‘ o semplicemente più capibili e reali tipo ‘a destra‘, ‘con molta fantasia‘ o ‘senza meta‘.

[QUANDO]
Indicare un’espressione temporale il più possibile compatibile in vari contesti. Il classico “quintana o setta” è già presente, per il resto sono espressioni temporali diciamo normali.

Buon divertimento.